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	<title>2cents &#8211; follefamiglia</title>
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	<description>un blog a 12 mani, di cui 8 appiccicose</description>
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	<title>2cents &#8211; follefamiglia</title>
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		<title>Rapporto padre figlia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Viandante]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2016 13:00:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Paperella ha 7 anni, Leprepazza 6 e Pepita 1,5 (vi ricordo il cambio di soprannome avvenuto da poco). In questa fase della vita io godo di un privilegio unico, meraviglioso, letteralmente irripetibile: sono il re&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2016/02/20160207-14-35-09-rapporto-padre-figlia.jpg" rel="attachment wp-att-1349"><img fetchpriority="high" decoding="async" data-attachment-id="1349" data-permalink="https://follefamiglia.it/rapporto-padre-figlia/rapporto-padre-figlia/" data-orig-file="https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2016/02/20160207-14-35-09-rapporto-padre-figlia.jpg" data-orig-size="2738,1825" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1454855709&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;rapporto padre figlia&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="rapporto padre figlia" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2016/02/20160207-14-35-09-rapporto-padre-figlia-300x200.jpg" data-large-file="https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2016/02/20160207-14-35-09-rapporto-padre-figlia-1024x683.jpg" class="alignnone size-full wp-image-1349" src="http://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2016/02/20160207-14-35-09-rapporto-padre-figlia.jpg" alt="rapporto padre figlia" width="2738" height="1825" srcset="https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2016/02/20160207-14-35-09-rapporto-padre-figlia.jpg 2738w, https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2016/02/20160207-14-35-09-rapporto-padre-figlia-300x200.jpg 300w, https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2016/02/20160207-14-35-09-rapporto-padre-figlia-768x512.jpg 768w, https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2016/02/20160207-14-35-09-rapporto-padre-figlia-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2738px) 100vw, 2738px" /></a></p>
<p>Paperella ha 7 anni, Leprepazza 6 e Pepita 1,5 (vi ricordo <a href="http://follefamiglia.it/pepita/">il cambio di soprannome</a> avvenuto da poco).</p>
<p>In questa fase della vita io godo di un privilegio unico, meraviglioso, letteralmente irripetibile: sono il re della casa, le mie figlie hanno per me la più alta delle stime possibili.</p>
<p>Ora io sono quel babbo che può risolvere qualsiasi problema, che non ha paura di niente e che non perde contro nessuno. Sono più forte di Superman e più verde di Hulk.</p>
<p>Accade la stessa cosa con la mamma Nomade, intendiamoci, ma dato che il soggetto della foto sono io&#8230; scrivo io.</p>
<p>Dicevo, le bambine guardano verso di me come verso una specie di miracolo. Eppure sanno già che non sono invincibile, che vengo sconfitto anch&#8217;io, che mi stanco, che mi arrabbio e che sono pieno di limiti. Allora perché succede così? Perché hanno queste immense certezze su noi genitori?</p>
<p>L&#8217;altro giorno a Venezia ho avuto una specie di intuizione &#8211; sempre che si possa parlare di intuizione e non di follìa acuta &#8211;  guardando questo disegno della Paperella che sembra gridare: <em>non importa dov&#8217;è il tuo babbo o quanto è diverso da te, lui ti vuole bene e ti tende sempre la mano</em>.</p>
<p>E allora diventa ovvio: uno dei mie compiti di padre è rispondere a questo disegno.</p>
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		<title>Di famiglia e family day (post serio ma sincero)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Babbo e Mamma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2016 11:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[2cents]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[Con questo post forse riusciamo a scontentare tutti, ma qui raccontiamo della nostra famiglia e in ogni famiglia ci sono sempre momenti buffi, momenti difficili e momenti di riflessione. Quindi eccoci qui. babbo: &#8220;Partiamo dall&#8217;inizio: siamo pro famiglia?&#8221; mamma:&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" data-attachment-id="1318" data-permalink="https://follefamiglia.it/di-famiglia-e-family-day-post-serio-ma-sincero/follefamiglia/" data-orig-file="https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2017/01/follefamiglia.jpg" data-orig-size="2376,1584" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2017/01/follefamiglia-300x200.jpg" data-large-file="https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2017/01/follefamiglia-1024x683.jpg" class="alignnone size-full wp-image-1318" src="http://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2017/01/follefamiglia.jpg" alt="" width="2376" height="1584" srcset="https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2017/01/follefamiglia.jpg 2376w, https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2017/01/follefamiglia-300x200.jpg 300w, https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2017/01/follefamiglia-768x512.jpg 768w, https://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2017/01/follefamiglia-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2376px) 100vw, 2376px" /></p>
<p>Con questo post forse riusciamo a scontentare tutti, ma qui raccontiamo della nostra famiglia e in ogni famiglia ci sono sempre momenti buffi, momenti difficili e momenti di riflessione. Quindi eccoci qui.</p>
<p>babbo: <em>&#8220;Partiamo dall&#8217;inizio: siamo pro famiglia?&#8221;</em><br />
mamma: <em>&#8220;sì, assolutamente. Questo blog è proprio il racconto della faticosa bellezza del nostro quotidiano familiare&#8221;</em>.<br />
babbo: <em>&#8220;Giusto: la famiglia. Possibilmente con due genitori e di sesso diverso, perché io non credo che </em>«famiglia»<em> </em><em>sia semplicemente un qualsiasi posto in cui due persone si vogliono bene&#8221;.</em><br />
mamma: <em>&#8220;sì, però penso ci sia molta fame d&#8217;amore e che le persone trovano strade diverse, a volte tortuose e complicate, per amare e sentirsi amati. E credo anche che questo non possa essere messo al muro semplicisticamente. Soprattutto credo che non debbano essere esse al muro le persone, prima ancora delle loro azioni&#8221;.</em></p>
<p>babbo: <em>&#8220;sono d&#8217;accordo (non farci l&#8217;abitudine, eh!), ma in questi giorni abbiamo pensato molto alla manifestazione di piazza. Proprio ora sono in tanti a Roma al Family Day, ma io non credo che questo metodo sia adatto alla complessità del problema&#8221;.<br />
</em>mamma: <em>&#8220;eh, è quello che penso anch&#8217;io. Anche se ringrazio e sono contenta per tutti quelli che oggi sono a Roma. Siamo pur contrari anche noi alla legge Cirinnà, anche se crediamo che il modo di affrontare una questione così cruciale nella vita delle persone non possa essere una manifestazione che rischia troppo di alzare i toni del conflitto&#8221;.</em></p>
<p>babbo:<em> &#8220;perché mica siamo in conflitto con omosessuali, coppie di fatto, ecc.. Anzi! A me interessa imparare a volergli più bene. Sinceramente. Se penso ai nostri amici non voglio né litigare con loro né costringerli a cambiare, voglio imparare ad accoglierli di più&#8221;.<br />
</em>mamma: <em>&#8220;e sono più che convinta che voler loro bene &#8211; e parlo concretamente, proprio con le facce dei nostri amici in testa &#8211; non sia dire che una famiglia vale l&#8217;altra, basta che ci si voglia bene .</em><em>..e tanto meno che un bambino può avere chiunque come mamma e papà, di qualsiasi sesso e indifferentemente dai genitori biologici. Che se poi uno i genitori biologici non ce li ha si cercherà una famiglia che possa amarlo e crescerlo e renderlo felice. Ma questo non gli toglierà mai la fatica e la ferita dell’inizio. Gli rimarrà dentro, come un grido. E anche qui mi vengono in mente tanti amici. Dio fa cose grandi con i nostri cocci, certo, ma questo non significa che sia giusto rompere apposta i vasi della nostra vita e della nostra famiglia…&#8221;.</em></p>
<p>babbo: <em>&#8220;solo che quando parli di «famiglia tradizionale» sono in molti capire che secondo noi è una questione di bravura, di adeguatezza personale. Come se il punto fosse «noi ci riusciamo ma gli altri no». Ma non è così. Ci sono famiglie tradizionalissime in cui i bambini non sono né amati né educati, vengono lasciati allo sbando o picchiati. Famiglie in cui i genitori si odiano e si dicono cose orribili e si tradiscono. Ci sono anche famiglie tradizionali come la nostra, in cui i bambini sono amati e i genitori pure, e però si cade e si tradisce (non la moglie, che ci tengo alla vita, ma il nostro desiderio di essere migliori). Anche noi ci facciamo le ossa da genitori sulle spalle delle bambine, traballiamo ogni giorno&#8221;.</em></p>
<p>mamma: <em>&#8220;ogni giorno penso che se fossi nelle bimbe o in te chiederei alla fabbrica la sostituzione di mamma difettosa. E invece la cosa più bella che mi avete fatto scoprire è che sono proprio io quella giusta, anche se sbaglio. Perché sono quella di cui loro hanno bisogno. Il mio posto è quello giusto anche se è un posto di battaglia. Ho scoperto che le bimbe hanno bisogno della mamma e del babbo, non importa quanto incasinati sono&#8221;.</em></p>
<p>babbo: <em>&#8220;perché siamo quelli che hanno detto il primo sì tra noi, davanti a Dio, e soprattutto un sì davanti alla possibilità delle bimbe di venire al mondo. E tutti i no che dopo dirai ai figli, potranno accettarli perché sentiranno sempre che alla radice della loro esperienza c&#8217;è un SI e non un NO&#8221;.</em></p>
<p>E’ un SI che fonda la nostra famiglia, un sì all’accoglienza: quello tra noi all’altare, che poi ha portato a tutti quelli dopo, primi tra tutti quelli detti davanti al primo segno di esistenza delle nostre bimbe, e poi delle nostre famiglie d’origine, degli amici, di chi passa per BorgoMostri, e di tutte le persone, felici, tristi, ferite e contorte che vogliono entrare nella nostra vita, e di tutte le giornate, belle e brutte, che affrontiamo insieme. Non siamo in piazza oggi al family day, ma il family day è ogni giorno della nostra vita, nella nostra famiglia, davanti a chiunque.</p>
<p>E&#8217; un SI che porta la bellezza nella nostra vita. Per questo, anche se siamo CONTRARI alla legge che equipara ogni forma di amore a una famiglia, e SUPER CONTRARI alla nuova forma della stepchild adoption, non riusciamo a ritrovarci in una manifestazione che sentiamo (forse sbagliando) come la difesa della riserva indiana, come un NO a tutto quello che non è famiglia tradizionale, come un tentativo non solo di non fare approvare una legge ingiusta (e fino qui siamo d’accordo), ma anche di costruire una barricata lì dove noi vorremmo imparare ad aprire una porta.</p>
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		<title>Io sono Beppe, critico e difendo #charliehebdo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Viandante]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2015 11:30:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Cos&#8217;è che è successo a Parigi?&#8221; è quello che ho detto ieri l&#8217;altro sera quando sono tornato a casa. Era il primo giorno di rientro dalle ferie e le questioni arretrate mi avevano preso così completamente da aver&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p><em>&#8220;Cos&#8217;è che è successo a Parigi?&#8221;</em> è quello che ho detto ieri l&#8217;altro sera quando sono tornato a casa. Era il primo giorno di rientro dalle ferie e le questioni arretrate mi avevano preso così completamente da aver ignorato tutti i social e i giornali. La moglie mi ha raccontato tutto e ho cominciato a leggere articoli, pareri, condanne, dichiarazioni, supposizioni e #jesuischarlie un po&#8217; dovunque.</p>
<p>C&#8217;è chi dice che non ci vuole molto a seguire la folla e a dire <em>&#8220;io sono Charlie&#8221;</em> mentre lo dice tutto il mondo, poi c&#8217;è anche chi dice che ci vuole tanto coraggio a dire proprio quella cosa in cui credi ma che sai ti verrà contestata subito. Io dico bravi a tutti, perché i pericoli più grandi di questo nostro mondo moderno sono il silenzio, l&#8217;omertà e l&#8217;indifferenza. Preferisco un amico con il quale litigare perché non siamo d&#8217;accordo a uno che non mi dice che non è d&#8217;accordo con ciò che dico.</p>
<p>A tutto quello che ho letto voglio aggiungere qualcosa che non ho ancora trovato espresso in questi termini, anche se sicuramente qualcun altro avrà trascritto meglio un pensiero come il mio non vogliatemene se non l&#8217;ho trovato e quindi ora lo ripeto.</p>
<p>Io sono Beppe, non sono Charlie. È per questo che difendo Charlie.</p>
<p>Non leggo la rivista francese ma la conoscevo già, in famiglia abbiamo lettori di Linus della prima ora e il legame storico tra le due riviste è molto forte. Non ho mai sopportato le sue vignette satiriche su Dio (da qualunque angolazione religiosa fosse visto), per il mio gusto sfociava troppo spesso dalla satira all&#8217;insulto. Poco male, mi sono appunto limitato a non leggere.</p>
<p>Il fatto è che <em>&#8220;io sono Beppe&#8221;</em> è l&#8217;espressione della mia identità ed è proprio questa identità che mi porto nelle ossa a farmi difendere tutto lo staff di Charlie Hebdo. A qualunque costo perché la vita è sacra è va difesa sempre, la mia, la tua, quella delle nostre famiglie e perfino quella dei terroristi.</p>
<p>So bene che <em>&#8220;io sono Charlie&#8221;</em> significa <em>&#8220;io sto con Charlie&#8221;</em>, ma penso che per stare davvero dalla sua parte occorra affermare con forza la nostra identità. Perché è solo con la maturazione della nostra identità culturale, religiosa e politica che diventa possibile scrivere una storia matura di accoglienza e integrazione.</p>
<p>Non possiamo accogliere appieno il prossimo finché non sappiamo appieno chi siamo. Dobbiamo essere liberi si affermare con decisione chi siamo e dobbiamo riuscire a dire <em>&#8220;sono diverso da te, non sono d&#8217;accordo né con te né con il tuo pensiero e non mi sei nemmeno simpatico, ma devi avere i miei stessi diritti&#8221;</em>.</p>
<p>Solo partendo da qui si fa la vera integrazione, la convivenza.</p>
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		<title>Problemi di coppia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Viandante]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 22:16:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cari amici miei, in questi giorni vi penso spesso. Siete in tanti ad affrontare un periodo difficile, di quelli che alle volte vi viene in mente di mollare tutto, in cui non si vede&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" src="http://follefamiglia.it/wp-content/uploads/2015/01/15700080276_189c80ce6e_z2.jpg" alt="" width="640" height="427" /></p>
<p>Cari amici miei, in questi giorni vi penso spesso. Siete in tanti ad affrontare un periodo difficile, di quelli che alle volte vi viene in mente di mollare tutto, in cui non si vede la luce in fondo al tunnel, in quelli che al massimo la luce è un camion. Ho pensato di scrivervi per condividere con voi una riflessione che a me aiuta molto.</p>
<p>Parlando con voi mi è successo si sentirvi dire che <em>“lei dice così, ma ha fatto questo e quello solo perché così è più tranquilla”</em> o <em>“lui dice che vuole una cosa ma poi non vedo cambiamenti”. </em>Entrambi dite <em>“voglio stare con lui/lei”</em> ma anche <em>“non vedo cambiamenti e allora non è vero, non vuole!”</em>.</p>
<p>Sapete perché succede? Perché non state alla realtà, ma soprattutto perché non vi fidate. E guardate che la fiducia non è un fatto di reputazione ma un fatto di stima.</p>
<p>Se quando tua moglie ti dice <em>“anche se è difficile voglio riuscire a stare con te”</em> tu non salti di gioia – pensando <em>“non è vero”</em> – è perché non la stimi abbastanza adulta per essere cosciente di quel che dice o per essere davvero sincera. In fondo in fondo lo sai meglio tu cosa pensa lei, lei non è in grado di capirlo o di dirlo bene, forse neanche di nascondertelo. E allora cerchi chissà quale motivo in tutto quello che fa, quasi aspettando la conferma del fatto che ormai è tutto finito. Perché tu ne sei sicuro.</p>
<p>Anche quando non dici qualcosa a tua moglie o a tuo marito per paura che si arrabbi non è la paura delle conseguenze, in ultimo è perché non stimi la tua metà sufficientemente adulta per farti compagnia nella difficoltà da affrontare, e allora la affronti da solo.</p>
<p>Da soli, ecco come vi vedo quando state male. Da soli anche se in famiglia.</p>
<p>E invece dovete partire da tre cose soltanto: la realtà, la stima nel coniuge e l’amore di Dio.</p>
<p>La realtà vi mette davanti all’innegabile desiderio di sistemare la cose, da parte di entrambi perché lo dite entrambi.<br />
La stima che avete l’un l’altro vi trasforma in compagni di viaggio e non in estranei da riconquistare, perché se lo scopo è davvero lo stesso la strada si fa insieme e ci si aiuta a vicenda.<br />
L’amore di Dio è l’unica cosa che vi libera dal risultato, perché siamo fatti per la felicità sia in coppia sia presi singolarmente.</p>
<p>Abbiate fede amici miei e rimuginate di meno.<br />
Volerete come due aquiloni, sempre insieme e con il cielo a disposizione.</p>
<p>Noi preghiamo per voi.</p>
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