Una sorella sconosciuta

Mamma nomade ieri mattina mi ha detto che una carissima amica del Geco non ce l’ha fatta. Subito dopo dalla mia playlist (a palla anche nelle cuffie qui in ufficio) è uscito:

Il senso della vita
e chi la mai saputo?
Non dirmi cosa è giusto
ma cosa ti è piaciuto!

È incredibile come queste piccole sciocchezze tutto d’un tratto ti fanno pensare su e dire “Caspita, sembra il montaggio di un film. Proprio ora doveva arrivare questa frase? Proprio con questo tempismo perfetto?”.

Forse c’è davvero Qualcuno che sta muovendo i pìruli del mixer dagli infiniti canali della nostra vita. Qualcuno che trova sempre un modo diverso per mandarti un messaggio, per farti sapere la Sua, per parlarti.

Linda Scattolin, la triatleta deceduta in seguito ad un grave incidente avuto in Africa qualche giorno fa, è una carissima amica del Geco. Come una sorella per lui.

Questo fa di lei come una sorella per noi. Sconosciuta ma in qualche modo sorella.

E per una sorella decesso è un termine brutto e apparentemente disperato, io preferisco di gran lunga la speranza dentro nascita al cielo. Perché avere qualcosa che ti dà speranza è fondamentale, specialmente in giorni come questo.

In fondo ha ragione la canzone: potremmo stare a parlarci per anni del senso della vita senza arrivare da nessuna parte, perchè il punto è altrove. Il punto è se nella vita incontriamo o meno qualcosa che ci rende felici, che illumina le nostre giornate e ci risolleva dalla polvere. È indispensabile.

Perché è solo mostrando ciò che illumina il nostro cuore che possiamo stare di fianco ad un amico guardando insieme il nero profondissimo di quel misterioso baratro che è la morte.

Caro amico, Linda è solo nella stanza accanto e un giorno la rivedrai. Nel frattempo abbiamo intenzione di tenerti compagnia mentre guardiamo quel brutto buco, impauriti ma allo stesso tempo baldanzosi, fiduciosi e sicuri di quella Luce che ci sostiene le ginocchia davanti al mondo.

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