
“Guarda mamma! La coperta colorata del mondo!”
Le partenze intelligenti sono troppo mainstream per la folle famiglia, ma ci regalano queste perle di saggezza della ormai-non-così-piccola Quisquilia.
Quest’anno la meta è duplice e si va verso Tenerife prima e Marocco poi. Per evitare di spendere tutti i nostri risparmi nel solo biglietto aereo infatti, la partenza smart l’abbiamo progettata noi: un genitore prende un diretto da solo con le valigie per Tenerife e l’altro genitore si immola in uno scalo di 8 ore a Stansted con tutta la prole.
Io ho preso la pagliuzza del genitore con il bagaglio inerte. Arrivato a Tenerife sud con 39 gradi all’ombra e 2 valigioni stile “hai un morto lì dentro?” ho preso un autobus per andare a prendere la macchina a noleggio con cui sono andato a prendere la casa di home exchange (che al mercato mio padre comprò). E poi sono andato a cena con gli amici che ci aspettavano qui.
A Nomade è andata peggio. 8 ore (Otto, capito? Otto!) di scalo a Stansted con le bambine, ovviamente in mezzo a due voli. Le tecniche di sopravvivenza includevano film scaricati su Disney+ (che per motivi logistici ha funzionato solo in inglese), parole crociate come se dovessero riscrivere l’intera babilonia, una selezione di libri che va da Topolino a La coscienza di Zeno passando per Davide di Gerusalemme e per L’ordine dei Senzasonno (curiosa coincidenza, vero?), con un tatticissimo piazzamento ad un tavolino di Burger King con il refill della coca gratis, nei gusti più improbabili.
L’avete mai bevuta la coca mixata raspberry e lime? E la cherry e vaniglia? Beh, era solo l’addestramento per prepararci all’assurdità del frutto del drago.
La giornata cominciata alle 6:30 si è conclusa con un ricongiungimento familiare all’1 di notte all’aeroporto, per concludersi 2 ore dopo schiantati sul letto con le valigie da disfare.
To be continued…